STREET BOOKS: Le firme dell’Unione: non solo giornalisti, anche narratori.

Venerdì 24/06 – h 20.30 Sagrato della Cattedrale di San Pantaleo Le firme dell’Unione: non solo giornalisti anche narratori.

Con il Direttore dell’Unione Sarda Anthony Muroni intervengono Giorgio Pisano, Celestino Tabasso, Maria Francesca Chiappe, Pietro Picciau

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IL SANGUE DELLA FESTA – Un misterioso biglietto d’auguri, cadaveri senza nome, luoghi sacri violati. Un serial killer si aggira per le strade di Cividale del Friuli, scegliendo di colpire sempre in un giorno di festa. Sulle sue tracce un investigatore originario del paese dei tre nuraghi, che pensa da sardo e agisce basandosi esclusivamente sulla deduzione, manifestando orgogliosa ritrosia per le moderne tecniche investigative.

All’ombra del Ponte del Dia­volo, una corsa con­tro il tempo per sco­prire il volto del miste­rioso assas­sino. E una domanda sospesa per l’intera sto­ria: “Chie ses tue? E puitte t’hana mortu in die nodida?”. L’interrogativo accom­pa­gna l’intera nar­ra­zione: per­ché l’assassino col­pi­sce solo nei giorni in cui c’è qual­cosa da festeg­giare? E c’è un legame col simbolismo dei delitti di faida, spesso consumati in Sardegna proprio in “die nodida”, affinché i cari della vittima siano costretti a ricordare per sempre? La vita del piccolo commissariato di Cividale si intreccia con quella di una cittadina a misura d’uomo, che quasi non avverte il continuo combattersi tra il Bene e il Male. La soluzione è racchiusa nella mente dell’ispettore originario della Sardegna: indipendentista, quasi anti-Stato e pure così legato al senso del dovere e all’amore per una divisa che lo ha affrancato dalla condizione di povertà. Il volto dell’assassino si rivelerà in tutta la sua drammaticità.

L’AUTORE – Anthony Muroni è nato nel 1972 in Austra­lia ed è direttore del quotidiano “L’Unione Sarda”. Nel 2005 ha scritto il libro “L’inedita confessione del prete-bandito”, incentrato sulla figura dell’ex ergastolano di Sedilo Peppino Pes. Nel 2012 ha pubblicato per Èthos il volume “Francesco Cossiga dalla A alla Z”. Il vocabolario del sardo che viveva per la politica, finalista per il premio Fiuggi-Storia nella sezione biografie e menzione speciale al Premio Alziator 2012.

La verità imperfetta” racconta un reale fatto di cronaca nera avvenuto decenni fa, un c.d. cold case.
Perché la necessità di riportarlo alla luce?
Non per il solito bisogno del giornalismo d’oggi “di fare il becchino per vendere qualche copia in più, esumare vecchie salme per conquistare lettori”, ma perché se è vero che le parole – i pettegolezzi, la calunnia – possono uccidere, altrettanto può fare la verità: “basta saperla condire come si deve”.
La verità dunque è imperfetta perché spesso non è affatto quella che appare e, soprattutto, “la verità processuale non coincide necessariamente con la verità storica

Il libro rappresenta la rilettura di un fatto di cronaca di cui è protagonista una domestica accusata di omicidio. Niente è tuttavia scontato. La verità non è quella che si rivela nelle prime pagine del romanzo. Sfugge, si scompone e si ricompone senza regalare al lettore quiete e consolazione

Giorgio Pisano, laureato in Scienze Politiche, giornalista all’Unione Sarda da 40 anni, ha fatto il capocronista, l’inviato speciale e il vicedirettore. Ha scritto per il quotidiano romano “Il Messaggero”. Tra le sue pubblicazioni Lo strano caso del signor Mesina (Maestrale), Lista d’attesa(Demos), La verità imperfetta (L’Unione Sarda).

Che differenza c’è fra Cagliari e un romanzo russo? Che cosa può vantare il capoluogo sardo rispetto all’Antartide e alla provincia canadese dell’Alberta? Come si può imparare il cagliaritano in due ore grazie a un foglio di cellophane? Forse non fa contiene la risposta a questi e ad altri, altrettanto drammatici, interrogativi.
Oltre a indicare, per la prima volta nella storia delle guide turistiche, l’elenco completo dei Dieci errori da evitare a Cagliari. Unico caso di guida turistica di una città sarda redatta secondo il canone inverso delle cose da evitare, il testo è corredato da alcune agili schede che indicano al turista dove mangiare, dove pernottare, quali librerie visitare, come regolarsi con lo shopping e con il cambio.

Questa guida nasce con lo specifico scopo di istruire chi dovrà scontrarsi con le due grandi regole della Sardegna e ancor più della sua capitale. Fra l’inconciliabile mondo del Jjia’k Fha e del Nuh’k Fha. Del possibile e dell’impraticabile. Cercando di proporgli una terza via: il Forse non fa.
Francesco Abate

Biografia dell’autore:
Celestino Tabasso è nato nel 1971 a Nuoro, è cresciuto a Sassari e dal 2000 vive a Cagliari.
Ha il massimo rispetto per Oristano.
Giornalista dal 1998, scrive per la pagina culturale de “L’Unione Sarda”.
Nel 2009 ha condotto con Roberta Mocco su Radio Rai La pecora sotto il letto. La domenica dei luoghi comuni.
Nel 2012 ha lavorato nella redazione del programma di Sabina Guzzanti Un due tre Stella in onda su La7.
Forse non fa è la sua prima guida turistica.

LE CARTE DEL RE PIETRO PICCIAU Quale destino lega le sorti del giovane ladro parigino Julien de Barras, scampato alla forca e alla Bastiglia, a quelle di un magistrato della Reale Udienza del Regno di Sardegna, Giommaria Angioy? Reclutato e addestrato dalla polizia segreta che prepara lo sbarco francese in Sardegna, Julien viene inviato a Cagliari per raccogliere informazioni e diventare l’ombra del magistrato che, di lì a breve, organizzerà la rivolta dei sardi contro i Savoia. Inizia così un epico racconto che, dal 1792 in poi, ripercorre le speranze e i tradimenti, gli scontri tra contadini e feudatari, le dispute sanguinose tra realisti e rivoluzionari, sullo sfondo di un mondo squassato dai germi del cambiamento. In un turbinio di avventure, di donne e corsari che infestano il Mediterraneo, la vicenda umana e politica del giudice Angioy sembra non trovare mai pace, fino all’epilogo, nel 1808, a Parigi. Ma è proprio quando tutto sembra concludersi che Julien de Barras e il suo amico ex galeotto Delbac vengono risucchiati in un sanguinoso regolamento di conti.

Un romanzo ambientato nella Cagliari rivoluzionaria del 1794, in cui il prode Julian de Barras, aiutato dal fido Delbac, è impegnato a intessere una trama che conduca i francesi alla conquista della Sardegna e, soprattutto, che lo vede protagonista della difesa del “capo” dei ribelli, il giudice Giovanni Maria Angioy. Un romanzo storico vivido e intenso, che ci racconta uno dei momenti più esaltanti dell’isola.

Pietro Picciau, nato a Monserrato, vive e lavora a Cagliari. È scrittore, commediografo,giornalista. Si occupa di cronaca per il quotidiano regionale “L’Unione Sarda”. Ha scritto Un uomo in fuga (2000), Il Moderno era Hollywood(2006) e i romanzi di spionaggio La recluta di Aden (2008) e Operazione Babilonia(2010). Per Arkadia è coautore dell’antologia La cella di Gaudí (2013).Tra le sue opere teatrali la commedia Buone notizie (2011), la raccolta di drammi e monologhi Teatro oggi (2011) e i drammi Giommaria Angioy l’esule (2012), Trincea(2012) e La legge di Eleonora (2013).

CAREZZE DI SANGUE Il volume, settimo titolo della collana “Le firme dell’Unione”, ricostruisce con rigorosa documentazione l’uccisione, a Gavoi, di Dina Dore – massacrata sotto gli occhi della figlia di otto mesi, nel 2008 – e le complesse e lunghe indagini di magistratura, polizia e carabinieri.

«Questo non è un libro sul processo. E neppure un processo dentro il processo. Io metto a disposizione del lettore gli elementi con cui possa farsi un’idea», spiega la giornalista.

È dunque il resoconto del processo, che si è concluso poche settimane fa con la condanna all’ergastolo di Francesco Rocca, marito della vittima, giudicato il mandante del feroce delitto.

Maria Francesca Chiappe, giornalista e scrittrice cagliaritana, ha un curriculum del tutto invidiabile. Laureata in giurisprudenza, inizia la sua carriera giornalistica con il quotidiano “L’Altro Giornale”, dal 1986 al 1995 collabora conVideolina, fino ad approdare alla testata giornalistica più letta in Sardegna, L’ Unione Sarda, dove da ben 15 anni si occupa di cronaca nera e giudiziaria.

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